Le origini in tre atti

Le origini in tre atti

Un atto performativo in tre parti volto a rappresentare l’origine della vita: un uomo, una donna e la natura.
Il protagonista del primo atto è l’uomo nella sua nudità, il cui volto è interamente ricoperto da una maschera da unicorno, simbolo fallico di potere e di forza prolifica concessa dalla natura.
Il secondo atto vede la donna al centro della scena, figura eterea che sembra appartenere al mondo terreno e a quello celeste. E’ simboleggiata dalla forma convessa che identifica la femminilità, la delicatezza del suo essere e il ruolo biologico come generatrice di vita e portatrice di bellezza.
Il terzo atto è una videoinstallazione che cita ‘Nudo che scende le scale’ di Marcel Duchamp e realizzato sull’isola di Pantelleria, colpita da un incendio devastante. Entra in scena il terzo elemento, il fuoco vivo, dominante, come forza che distrugge il creato e allo stesso tempo lo rigenera.
La purificazione del fuoco porta a una nuova nascita, rappresentata dalla corsa delle figure umane verso il futuro.

‘Le origini in tre atti’
, performance e videoinstallazione
 a cura di Giovanni Lamorgese
, artista in residenza per Uno Nove Tre | Liquid Art Gallery, Pantelleria -Italy.


Gabbie

Gabbie

‘Gabbie’ rappresenta la luce e l’amore per la vita, il passaggio dall’oscurità dell’anima alla libertà interiore, attraverso un percorso personale che l’artista ha raffigurato in elementi di maiolica inseriti nella struttura di ferro, con una luce che proietta ombre leggere sulle pareti.
La gabbia è un simbolo della trappola mentale di una moralità imposta dalla società, la sua luce è un chiaro riferimento alla forza e alla positività insita in ogni essere umano per trasformare quel buio in un inno alla vita e alla sua infinita bellezza.

Installazione per Uno Nove Tre | Liquid Art Gallery, Pantelleria, Italy.

Maiolica, metallo tessuto, piume, lampadina, filo elettrico, 2016.


Tratto da

Tratto da

Una grande maternità come archetipo che prendendo spunto dall’antichità si pone come nuovo oggetto di culto.
Il ritratto fotografico in bianco e nero di un trans – gender con un bambino, rappresenta una ‘nuova icona’ in cui i due personaggi sono intrecciati in un abbraccio intenso, isolati su uno sfondo di lamina color rame. L’opera dialoga con l’osservatore, interrogandosi sul tema sulla maternità e sulla funzione della donna nella società contemporanea. Un invito a riflettere sui limiti della cultura attuale e sugli stereotipi sociali e religiosi perché l’identità di genere non deve per forza combaciare con il sesso biologico.

A cura di Rosemarie Sansonetti e Annamaria Traversa – Museo Nuova Era, Bari.
Pala di legno, lamina di rame, immagine fotgrafica b/n, 2009.


L'ultima cena

L’ultima cena

Questa macro immagine, mostra una ricerca dell’artista attraverso lo strumento fotografico. E’ speciale il linguaggio della fotografia quando, varcati i contorni dell’ immagine, ci racconta una storia fatta di personaggi e di accadimenti che sono, ancora oggi, di questa realtà contemporanea.Tutti i personaggi raffigurati nel lavoro, sembra che ci parlino di qualche verità o ne ricercano la stessa storia di una contrapposizione che non è dualismo mai, ma che ci dice di un unica energia, di un fluire sentimentale e sensuale. Di Eros, di Thanatos. In bianco, in nero, di qui, ora. E’ dove la resurrezione è un orizzonte (di rame) lucente VITANOVA.

A cura di Rosemarie Sansonetti e Annamaria Traversa – Museo Nuova Era
Pvc, lamina di rame, stampa fotografica b/n, 2008.


ATAME – Lègami

ATAME – Lègami

Dettagli, storie possibili e incontaminate, il corpo che ambisce a diventare assoluto. Queste fotografie sono parte di un progetto mentale che dall’individuo si proietta in una dimensione universale. L’artista ripercorre step by step l’evoluzione dell’essere conteso tra vita e morte, il suo affrancarsi verso una rigenerazione del sé, messo a nudo oltre la materia, svaporata in anima pura. Nulla serve a narrare la messinscena attivata dall’autore, il messaggio si autorappresenta attraverso un’immagine che trasuda dubbio, incertezza, ambizione silente.

A Cura di Lucia Anelli

Immagine fotografica su porcellana. Macrocopie su carta non acida, 2013


ICHINEN

Ichinen

Centro, cuore, persona. Persona intorno alla quale creare armonia
La persona è il centro, il cuore pulsante della follia del mondo, lo specchio dell’anima che ama, il riflesso dello scorrere del tempo; pura materia e spirito divino, rinasce ancora dopo la vita, ma mai uguale a se stesso.

Stampa fotografica a colori 50 x100, multiplo 1/9, 2013.


Il diavolo e l'acquasanta

Il diavolo e l’acqua santa

In questa doppia personale, Giovanni espone contemporaneamente negli spazi di Museo Nuova Era (due grandi fotoarazzi e un modello dal vivo) e Spazioikonos (sculture e fotoarazzi).Il diavolo e l’acquasanta è un percorso o mappa concettuale che identifica l’interiorità dell’individuo-artista come un autoritratto che si proietta nella bellezza ideale (classica) del modello. Gli itinerari proposti dalla mappa suggeriscono percorsi della mente e del cuore complessi, ma tutti possibili. L’esperienza individuale si fa quindi universale.

Macro copie su carta e lamina di oro, 2003.


Adamo ed Eva

Adamo ed Eva

In quest’ opera Adamo ed Eva vengono rappresentati in tutta la loro semplicità di esseri umani. La celebre vicenda biblica, viene rivisitata in chiave contemporanea per mostrarci con duro realismo l’amore tra un uomo ed una donna, infranto da una promessa disattesa, dal tradimento e dal profondo egoismo dell’animo umano.

Macrocopia b/n, maiolica e luce a resistenza, 2012.


La Tavola

La Tavola

La tavola come riunione di anime affini e condivisione dei valori della vita. La devozione sincera nell’offerta del cibo ci rimanda indietro nel tempo, ad un rituale che si compone di sensazioni visive, emozioni sensuali e risvegli dello spirito, attraverso profumi ancestrali che si mescolano al gusto contemporaneo. Un luogo simbolico che unisce i corpi e le menti in uno spazio generato a partire dalla materia di cui siamo fatti, la stessa di cui si compone l’universo, la creazione e l’amore. La visione dell’installazione site-specific, non si limita al livello formale, ma si fonde con le percezioni uditive che la avvolgono, attraverso la composizione musicale di Davide Curci, i cui suoni raccontano l’accadere della tavola, la sua essenza umana e divina.

Installazione
Palazzo Vernazza (Le) per la mostra ‘Iside e la Wunderkammer della fertilità’, a cura di Dores Sacquegna, Primo Piano LivinGallery.
Pezzi unici, misure variabili.

Maiolica smaltata fusa ad alte temperature, tessuto e legno, 2016.


Iride

Iride

Iride è un’opera concepita per essere una fonte luminosa che nasce dalla terra, ottenuta attraverso la proiezione di raggi luminosi che si rifrangono in un gioco di luci ed ombre. La quasi totale oscurità dell’ambiente architettonico che la ospita, nel suo cromatismo nero, fa emergere la circolarità della luce insita nell’individuo.

Installazione site specific permanente
Palazzo Mongiò dell’Elefante della Torre,
Galatina, Italia.

Ferro, luce ad incandescenza, maiolica, fascio luminoso, 2014.