Addolorata | Votiva

L’Addolorata per Votiva

Un’icona che porta ancora visibili i segni di un atavico malessere, di un dolore incancellabile. Questa la visione dell’Addolorata, una donna ed una madre prima ancora che un mero simbolo di culto, che racchiude in ogni lacerazione, in ciascuna linea che disegna la sua immagine e nell’espressione sul suo volto, quell’attimo esatto in cui il suo cuore è andato in frantumi, quasi un’istantanea piena di pathos e rassegnazione che ci racconta di abbracci spezzati e di una perdita incolmabile. Rappresentata nel candore del bianco virginale, la Madonna si fa improvvisamente materia e spirito, incarnazione di un simbolo ritrovato e più che mai attuale, uno specchio in cui riconoscere il presente ed allo stesso tempo riconoscere noi stessi, la nostra finitezza, i limiti della condizione umana che pur con l’intelletto ed il cuore riesce ad andare oltre e a varcare la soglia terrena per raggiungere l’eterno.

L’Addolorata’ per ‘Votiva’, Collezione permanente d’Arte Contemporanea, Città di Parabita (Le). L’opera, realizzata in maiolica smaltata rappresenta idealmente il punto zero del progetto, la materializzazione di quell’intuizione visionaria, ma all’epoca ancora in fase di elaborazione, del Sindaco di Parabita Stefano Prete, creatasi con l’Installazione di questa Madonna nella nicchia vuota e poi restaurata, esistente sulla facciata del proprio studio parabitano.

ph. credits: Gabriele Fiorito


Cava 01

Cava 01

L’arte ed il design contemporaneo si incontrano in questa location – laboratorio, nel cuore del Salento. Un’operazione site-specific per le installazioni di Giovanni Lamorgese che apre il suo spazio privato al pubblico per una mostra temporanea. Una retrospettiva interamente auto prodotta che racconta un Paese, un territorio ma anche una storia personale che non può e non vuole limitarsi alle radici delle origini ma che ricerca continue evoluzioni, vere e proprie trasmutazioni attraverso la forma e la materia, come in un processo maieutico che si proietta ed infine traspare da ciascuno di questi oggetti – soggetti, pensati e modellati per esistere oltre il tempo, l’immantinente, il pensiero stesso.

Progetto realizzato nel 2023 a Parabita (Le).

ph. credits: immagine principale Miriam Imbrogno, galleria Valeria Simeone


Almà Art Studio

Almà Art Studio

Spazi che divengono luoghi poetici, racchiudendo in sé la perfetta armonia di ogni ambiente: dalle luci di modernariato di ‘Lights Retrò’ alle opere contemporanee che tra misticismo e spiritualità, arte e design, creano una nuova dimensione del living, aperta, flessibile e con una visione che si allarga dal minimalismo ad uno stile dai tratti Mediterranei.

Progetto realizzato nel 2021 a Parabita (Le).

ph. credits Raffaella Quaranta


La Tavola

La Tavola

La tavola come riunione di anime affini e condivisione dei valori della vita. La devozione sincera nell’offerta del cibo ci rimanda indietro nel tempo, ad un rituale che si compone di sensazioni visive, emozioni sensuali e risvegli dello spirito, attraverso profumi ancestrali che si mescolano al gusto contemporaneo. Un luogo simbolico che unisce i corpi e le menti in uno spazio generato a partire dalla materia di cui siamo fatti, la stessa di cui si compone l’universo, la creazione e l’amore. La visione dell’installazione site-specific, non si limita al livello formale, ma si fonde con le percezioni uditive che la avvolgono, attraverso la composizione musicale di Davide Curci, i cui suoni raccontano l’accadere della tavola, la sua essenza umana e divina.

Installazione a Palazzo Vernazza (Le) per la mostra ‘Iside e la Wunderkammer della fertilità’, a cura di Dores Sacquegna, Primo Piano LivinGallery.

Pezzi unici, misure variabili. Maiolica smaltata fusa ad alte temperature, tessuto e legno, 2016.


Bugie vere, vere bugie

Bugie vere, vere bugie

Le opere si ispirano alla tradizione ottocentesca della lavorazione della cartapesta nella storica Bottega d’Arte del professor Mario Di Donfrancesco a Lecce. Le teste sono state realizzate utilizzando gli stampi originali del Guacci e del Caretta,  seguendo fedelmente l’antico processo di lavorazione. Il pensiero dell’artista interviene con la modellazione manuale nella fase finale, realizzando così oggetti unici, sospesi tra tradizione e contemporaneità, tra spiritualità e laicità. ‘Bugie Vere, Vere Bugie’ rappresenta l’intrecciarsi di percorsi interiori e invisibili con le verità nascoste nell’animo umano, svelando così le maschere che indossiamo quotidianamente per nascondere a noi stessi e al mondo le nostre fragilità. Un’allegoria della comune preoccupazione di sembrare perfetti, di non cadere nell’errore agli occhi del prossimo, di difendere posizioni e verità soggettive come universali per non perdere l’integrità apparente. Ogni testa è il simbolo di una storia senza tempo che lega verità e menzogna, passato e presente, amore e tradimento, realtà e finzione. Ed è solo varcando la sottile linea che separa il qui ed ora dalla dimensione magica, che la materia diviene creazione ed il pensiero si fa realtà.

Maiolica smaltata e ossido di ferro lustrato, 2017.

In mostra per:
– ‘Between two seas’, Arena 1 Gallery, a cura di Cramelo Cipriani, Santa Monica (LA), USA, 2019,
– ‘A tu per tu’, personale a cura di Rosemarie Sansonetti e Annamaria Traversa, Museo Nuova Era, Bari, 2018,
– ‘I may not be there’ – collettiva a cura di Ilaria Bona, Palazzo Mongiò, Galatina (Le), 2017,
– ‘Tredici Teste – L’ultima Cena’, collettiva a cura di Alberto Vannetti, MAAAC, Cisternino (Br), 2017,
– ‘Bozzetto a tu per tu’, collettiva a cura di Lucio Rosato, Usomagazzino, Pescara, 2017.


La Tavola black

La Tavola black

L’altra metà della luce, la parte spesso nascosta ma non meno autentica, quella nell’ombra della nostra essenza più pura che si mostra nella circolarità del percorso interiore di ciascuno di noi. Il gioco degli opposti si ferma, focalizzandosi sul black side, in una tavola fatta d’assenze.

Le opere si ispirano alla tradizione ottocentesca della lavorazione della cartapesta nella storica Bottega d’Arte del professor Mario Di Donfrancesco a Lecce. 

Maiolica smaltata fusa ad alte temperature, piatto Ø 47 cm, testa: misure variabili. 


Salomè

Salomè

Tre coppe bianche raccontano la vicenda biblica di Salomè e del martirio di San Giovanni Battista. Un percorso interiore dell’artista di cui vediamo l’autoritratto nella testa di San Giovanni, realizzata secondo una ricerca stilistica radicata nel passato, nella storia e nell’arte classica Italiana rivisitata in chiave contemporanea, rendendo la vicenda attuale, riportandola al presente e focalizzando l’attenzione sugli elementi simbolo del racconto.

Trittico in maiolica bianca fusa ad alte temperature, pezzi unici, 2016.


Looove

Looove

Un luogo dedicato all’amore universale. All’ingresso del palazzo, l’opera ‘Looove’ è un’invito ad entrare nella quinta dimensione, quella della pace e della serenità, in cui ritrovare sè stessi. L’installazione site-specific è un intervento di arte urbana che affaccia sulla piazza antistante l’edificio, dal significato profondamente spirituale.

Italia 2017